No allo spostamento degli esami di laboratorio dell’Istituto tumori in previsione della realizzazione della Città della salute

Con un’interrogazione ho chiesto di annullare lo spostamento degli esami di laboratorio dell’Istituto nazionale dei tumori al Policlinico. Questo in vista della realizzazione della Città della salute e della ricerca. Vediamo i fatti. Una delibera di giunta del 2015, che traccia il progetto esecutivo di riordino dei servizi di laboratorio pubblici di Milano, ha stabilito, tra l’altro, lo spostamento degli esami di laboratorio dell’Istituto dei tumori al Policlinico di Milano. Molti medici, infermieri, ricercatori e pazienti dell’Istiuto hanno firmato una petizione per chiedere il mantenimento dei servizi nell’attuale sede, motivandola sia con la necessità , dettata da anni dalla medicina personalizzata, di mantenere una forte sinergia tra la parte clinica e di laboratorio, sia con la preoccupazione che la distanza dalla struttura crei problemi tecnici di trasporto e di ritardi nella risposta.

Per questo chiediamo alla giunta di analizzare le criticità del progetto, quali siano i tempi di attuazione prrogrammati e di sospendere il provvedimento. Meglio sarebbe rafforzare l’integrazione fra Istituto Besta e Istituto tumori in vista della realizzazione della Città della salute e della ricerca, anche perchè lo stesso progetto prevede la creazione di una piattaforma comune di condivisione di tutte le attività di laboratorio e di ricerca.

Nuova sede Ats di Milano- Spreco di risorse, criticità e incertezze nel trasferimento dei servizi

Spreco di risorse, criticità e incertezze nel trasferimento dei servizi. E’ quanto emerso oggi in Commissione Sanità dalla risposta dell’assessore al Welfare, Gallera a un’interrogazione sulla nuova sede dell’ATS di Milano, di cui sono prima firmataria. La storia inizia da lontano, a partire dal 2011 quando a Infrastrutture lombarde è stato commissionato uno studio di fattibilità per il trasferimento della sede Asl di corso Italia 19 all’ex ospedale psichiatrico Pini di via Ippocrate. Nel 2014, senza che fosse ancora individuata una sede, l’Asl ha venduto per 25 milioni di euro la sede di Corso Italia 19 e via Sassi alla Cassa Depositi e Prestiti, che nel 2015 l’ha rivenduta per 38 milioni di euro. La mancata individuazione di una nuova sede ha comportato fino ad oggi il pagamento di un affitto di 4 milioni e 25 mila euro e la previsione per il 2018 e 2019 di altre 2 milioni.

Uno spreco di risorse, frutto della totale mancanza di strategia. Lo stesso assessore Gallera nell’illustrare l’iter di trasferimento, ha ammesso diverse criticità nella vicenda. La giunta regionale, infatti, nel 2015 aveva approvato una convenzione con Infrastrutture lombarde per il ricollocamento della nuova sede in Viale Jenner, nell’area dell’ex Ospedale per le malattie infettive, ma solo nel 2016 si era resa conto che i costi per la ristrutturazione e la bonifica sarebbero stati troppo elevati e per di più che la proprietà del sito non era a totale disposizione della Asl stessa. Successivamente quindi aveva deciso di utilizzare la sede di via Conca del naviglio di proprietà dell’attuale Ats. Un percorso frutto di moltissimi errori dunque, che hanno portato a un dispendio enorme di risorse pubbliche. Stupisce, inoltre, il fatto che l’assessore abbia addossato la responsabilità dell’operazione ad Asl e Infrastrutture lombarde, quando esistono più delibere di giunta che comprovano l’assoluta responsabilità e consapevolezza della Regione in tutta la vicenda. Gli attuali vertici regionali dovrebbero preoccuparsi, anche con atti formali, del prefigurarsi di un possibile danno all’erario. Per questo non ci fermeremo e continueremo a chiedere conto anche di quanto è stato speso per le ipotesi progettuali precedenti.

Rispetto allo spostamento dei servizi che l’individuazione della sede di via Conca dei Navigli 45 comporterà, sono emerse serie criticità Anzitutto lo spostamento del Sert 2 in via Gola, ossia fuori dal territorio di riferimento e in un’area di degrado sociale ci pare inappropriata. Gallera si è detto disposto ad aprire un confronto con il Comune di Milano per la sua ricollocazione, purchè ci sia un accordo non oneroso con palazzo Marino. Anche questo non è accettabile: è la Regione a doversi far carico dei costi di gestione degli interventi di propria competenza. Auspichiamo quindi che il servizio per le dipendenze rimanga nella sede di via Conca del naviglio, una volta ristrutturata.

Per quanto concerne i servizi consultoriali ci preoccupa il fatto che l’assessore ha confermato che le due sedi sarananno accorpate in un unico spazio al Policlinico, il che comporterebbe il dimezzamento del numero di consultori sul territorio.

Consultori-Grazie alla nostra denuncia è stata salvaguardata la gratuità delle visite ginecologiche per le adolescenti

Ierii, in consiglio  è stata discussa la mozione, di cui sono stata prima firmataria, che chiedeva la revisione della delibera sul tariffario delle prestazioni consultoriali in modo da garantire un’interpretazione unica e omogenea in tutta la regione. Grazie alle nostre pressioni è stata salvaguardata la gratuità delle visite ginecologiche per adolescenti nei consultori pubblici.

Ma vediamo i fatti. Con una delibera del gennaio scorso relativa all’ aggiornamento del tariffario delle prestazioni consultoriali, la giunta ha revocato un provvedimento del 2012 ma, data la non chiarezza del testo, ha dato adito a diverse interpretazioni, tanto che, a seguito della delibera, l’Ats di Milano aveva introdotto 30 euro per prestazioni quali le visite ginecologiche per le adolescenti, quelle post partum e post interruzione di gravidanza, mentre quella di Brescia, che non garantiva la gratuità dei servizi dal 2012, l’ha ripristinata. Un testo senza dubbio equivoco dunque.

Grazie alla nostra denuncia, unita a quella della Cgil, delle associazioni e degli operatori dei consultori, l’Ats di Milano ha subito revocato il provvedimento e ripristinato la gratuità. L’assessore Gallera oggi in aula ha assicurato di aver fatto una ricognizione in tutte le Ats della Regione e di aver verificato che nelle Ats di Milano, Bergamo, Pavia, Val Padana, Brianza, la gratuità è garantita e a Brescia e nell’Ats della montagna è stata ripristinata, non essendo applicata dal 2012.

Non possiamo che dirci soddisfatti dell’esito del nostro intervento, che ha avuto il merito di richiamare l’attenzione affinchè una delibera non chiara venisse applicata nella direzione di garantire prevenzione e cure gratuite nei consultori pubblici alle adolescenti in modo omogeneo in tutta la regione.

I servizi del presidio sanitario di via Marx a Sesto San Giovanni non devono essere ridotti

I servizi del presidio di via Marx, a Sesto San Giovanni non devono essere ridotti. Da mesi nel servizio, che comprende, tra gli altri, i consultori, lo sportello polifunzionale, i servizi legati alla fragilità e alla medicina legale, è in atto una riduzione sia del personale medico e infermieristico, sia delle prestazioni erogate, ad esempio la prenotazione e il ritiro degli esami clinici. Questo sta creando forti disagi ai moltissimi cittadini che hanno sempre usufruito del servizio, sopratutto anziani che rischiano con il suo allontanamento di rinunciare alle prestazioni per l’impossibilità di raggiungere le strutture sanitarie dei dintorni. La riduzione del servizio, inoltre, non può che avere un impatto negativo sui tantissimi utenti dei consultori e sulle famiglie fragili che, data la trasformazione demografica di Sesto San Giovanni, sono in forte aumento.

Il sindaco della città, Monica Chittò ha già denunciato le criticità al direttore della Asst Nord Milano, a cui , a seguito della riorganizzazione del sistema sociosanitario regionale, è passata la gestione dei servizi, ma non ha ottenuto risposta.

Con un’interrogazione- conclude Valmaggi- depositata questa mattina in Consiglio regionale, insieme ai colleghi del Pd, chiediamo alla Regione se la riduzione delle prestazioni, dovuta al mancato turn over del personale, sia reale, quali prestazioni sono state cancellate e se intende annullare o almeno rivedere le limitazioni di attività non solo della sede di via Marx ma anche dei consultori di viale Gramsci e del Centro vaccini di via Oslavia.