La Regione si impegni a garantire le professionalità necessarie alla cura dei malati di fibrosi cistica

In Lombardia i pazienti affetti da fibrosi cistica, una malattia genetica rara, progressiva, che fino a qualche tempo fa portava alla morte nella prima infanzia. sono circa mille. Il loro numero è in forte crescita, grazie al miglioramento delle cure, che fa si che oggi molti arrivino all’età adulta. L’età media di sopravvivenza è di 40 anni. A loro la legge 548/93 ha destinato risorse nazionali e per la Lombardia ha istituito un centro di riferimento presso il Policlinico di Milano che coordina anche la sezione pediatrica degli Spedali civili di Brescia. Con un’ interpellanza a cui ieri in Commissione ha risposto l’assessore alla Sanià, Giulio Gallera ho voluto chiedere quali sono i tempi di destinazione delle risorse e come si intende rimediare alla carenza di personale specialistico. Gallera ha assicurato che i fondi nazionali per la ricerca dal 2008 al 2012, per un totale di un milione 178 mila euro saranno destinati a Policlinico e Spedali civili di Brescia dal dicembre prossimo, confermando poi che per il 2015 e il 2016 (e lo stesso sarà per il 2017) sono stati anticipati da Regione Lombardia solo i fondi per la ricerca a fronte di una progettualità specifica. Questo a fronte del fatto che la lgge 548/93 per la Lombardia, almeno sulla carta, prevede un finanziamento annuo di 850 mila euro, di cui 600 mila per l’assistenza e 250 mila per la ricerca.

Niente di fatto ad oggi per sanare la carenza di personale, quasi tutto precario delle strutture, che, proprio per questo, nel tempo preferisce sempre più optare per altre collocazioni lavorative, lasciando i centri privi di professionalità adeguate. Gallera ha garantito che il suo impegno sarà quello di trovare una soluzione al problema e a questo sarà data particolare attenzione anche nella prossima delibera delle Regole.

Il mio auspicio è che sia data continuità al tavolo di lavoro attivato nel dicembre del 2015 e mai più riconvocato fino ad oggi, con due associazioni di malati, la Lega italiana fibrosi cistica e Imation per garantire assistenza ai pazienti e sostegno alla ricerca.

Asst Nord Milano- Qualche passo avanti nell’organizzazione ma rinviato al 2017 il destino dei servizi territoriali

Qualche passo avanti nell’organizzazione ma rinviato al 2017 il destino dei servizi territoriali. Si può sintetizzare così la risposta data oggi in Commissione dell’assessore alla Sanità, Giulio Gallera all’interrogazione che ho presentato quattro mesi fa sul riassetto dei presidi e dei servizi dell’Asst Nord Milano, risposta arrivata con quattro mesi di ritardo.

Per le posizioni apicali  (primariati) vacanti solo quella di anestesia all’ospedale di Sesto San Giovanni sarà effettivamente coperta dal 16 dicembre prossimo. Per pediatria a Sesto San Giovanni, medicina interna, urologia, anestesia e neurologia al Bassini di Cinisello Balsamo sono state espletate le procedure concorsuali ma non sono state concluse e sono ciascuna a un diverso stadio del percorso. Per medicina interna e chirurgia generale a Sesto San Giovanni sono state attivate solo ora le richieste per la copertuta degli incarichi, che però saranno vacanti già dal gennaio prossimo.

Gallera ha anche parlato della necessità di sinergie e ottimizzazione, in particolare per i reparti di cardiologia e subacuti di Sesto San Giovanni e Cinisello. A questo proposito ho voluto evidenziare che le sinergie, pur necessarie, non devono andare a impoverire i servizi erogati direttamente ai cittadini e devono garantire una presa in carico omogenea su tutto il territorio.

Il destino dei servizi territoriali, come i consultori e dei progetti sperimentali, quali quello di sostegno agli adolescenti in difficoltà e alle loro famiglie, attivo dal 2004 al Bassini, purtroppo è rinviato al Poas (Piano organizzativo aziendale) che è ancora in fase di valutazione della Giunta e che, comunque, a detta di Gallera, sarà ridefinito nel 2017, quando, finalmente, anche i servizi sociosanitari saranno gestiti dall’Azienda socio sanitaria territoriale, come già accade da un anno nel resto della regione.

Gallera non ha dato disponibilità a rivedere la normativa per accorpare all’Asst Nord Milano il territorio di Paderno Dugnano. Un’occasione mancata per rendere omogenei i servizi sanitari tra Municipi che da anni hanno sviluppato politiche comuni e che fanno parte dello stesso ambito della Città metropolitana.

In conclusione ho voluto sollecitare l’assessore alla Sanità a poorre un’attenzione particolare all’Asst del Nord Milano perchè ha due specificità non da poco: ospita due presidi ospedalieri ma gestisce anche i poliambulatori della città di Milano e vedrà sorgere a breve sul suo territorio la Città della salute e della ricerca.

Parità di genere nelle partecipate- Un passo significativo e necessario

Approvata dal Consiglio regionale la legge che introduce la pari rappresentanza di genere negli organismi delle società partecipate e negli enti le cui nomine spettano alla Regione e al Consiglio regionale: almeno un terzo dei componenti dei consigli di amministrazione dovranno essere donne (o uomini). La Regione recepisce così, con un certo ritardo e con un iter un po’ accidentato, la normativa nazionale del 2011, grazie ad una legge bipartisan di cui sono prima firmataria.

Durante la discussione ha fatto scalpore l’intervento del capogruppo della Lega Massimiliano Romeo, che ha detto che le donne spesso non accettano incarichi pubblici perché preferiscono stare a casa a occuparsi della famiglia. Il provvedimento è poi passato praticamente all’unanimità.

Certe provocazioni dimostrano che c’è ancora molta strada da fare per superare una concezione della donna maschilista e retrograda: la norma è una forzatura legislativa indispensabile per superare la mancanza di volontà politica di alcune parti. Oggi la Lombardia fa un passo avanti significativo, in linea con quanto ci chiede anche l’Europa. Ma c’è ancora molto da fare. La legge prevede che ci sia un monitoraggio e meccanismi immediati che garantiscano la pari rappresentanza ma noi abbiamo anche chiesto, con un ordine del giorno, che la Regione vigili sul rispetto del principio anche in quelle realtà, come le fondazioni, non coinvolte dalla normativa nazionale.

La Regione si impegna a incentivare lo sviluppo di un polo di ricerca diffuso intorno alla Città della salute

Incentivare lo sviluppo di un polo della ricerca nell’area della Città della salute. Questo il contenuto di un ordine del giorno, di cui sono prima firmataria, approvato oggi dall’aula, in occasione del voto al progetto di legge “Lombardia è ricerca”.

Il testo di legge recepisce la necessità di potenziare i sistemi consolidati e strategici, a partire da ricerca e innovazione nel campo della salute e del sistema delle cure. Questo tenendo conto del fatto che dei 49 Irccs (Istituti di ricerca, ricovero e cura) presenti in Italia ben 20 sono in Lombardia (16 privati e 4 pubblici). Tra gli Irccs pubblici tre su quattro sono nell’area metropolitana milanese e costituiscono di fatto, insieme alle diverse facoltà di medicina, le aziende farmaceutiche, gli istituti di ricerca pubblici e privati, un grande distretto della ricerca medico scientifica. Distretto di cui fa parte la Città della ricerca e della salute, uno dei più grandi investimenti di Regione Lombardia nella sanità pubblica. Un progetto che è già in uno stato avanzato di realizzazione, che vedrà concludere le bonifiche entro la fine del 2016 e che entrerà in funzione entro il 2021. La città della salute non si riduce al trasferimento di due ospedali perchè Besta e Istituto tumori sono Irccs e questo vuol dire fare ricerca direttamente al letto del malato, occupandosi anche della continuità della cura assistenziale e sanitaria e facendo dell’obiettivo della presa in carico del paziente una delle frontiere dell’innovazione, anche in campo organizzativo.

Un centro attorno al quale chiediamo alla Regione di incentivare l’insediamento di nuove imprese e start up, anche per favorire lo sviluppo e l’occupazione. Questo per costruire maggiori sinergie tra gli Irccs e il sistema industriale, tecnologico ed economico, come ha auspicato di recente il rettore dell’Università Bicocca, Cristina Messa.