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l’Ats interviene dopo la mia denuncia di mancanza di medici di base nelle periferie di Sesto San Giovanni

Sulla mancanza di medici di base nelle periferie di Sesto San Giovanni l’Ats ha risposto alla mia sollecitazione al direttore dell’Ats della Città metropolitana, Marco Bosio. L’Ats infatti ha dimostrato di essere consapevole che molti posti di medici di base nelle zone più periferiche della città sono vacanti. Ha anche confermato quanto ho già denunciato da tempo, ossia che negli anni a venire ci sarà una seria criticità nella copertuira dei posti vacanti.

Da parte mia ho sollecitato la necessità di trovare da subito un medico di base, anche se temporaneo, per Cascina Gatti perchè l’attuale incaricato andrà in pensione il 1 gennaio prossimo.

Giovedì prossimo, 16 novembre, con Borghetti a Sesto San Giovanni insieme ai pendolari per un servizio ferroviario migliore

 

Treni per vivere e non da piangere” è lo slogan che accompagna l’iniziativa che il gruppo consiliare regionale del Partito democratico della Lombardia, insieme ai gruppi del Patto Civico e di Insieme per la Lombardia, ha programmato per giovedì 16 novembre nelle stazioni ferroviarie di tutta la regione.

Un’azione di protesta e di ascolto, che ci porterà ad alzare ancora di più la voce e rendere più energiche le già innumerevoli richieste di intervento presentate a questa Giunta ormai sorda, capace solo di fare vane promesse. Per questo giovedì prossimo, 16 novembre, con il collega Carlo Borghetti  presidieremo la stazione di Sesto San Giovanni dalle 7,30 alle 9 di mattina.

 

Una giornata di mobilitazione, dunque,  per promuovere, insieme ai pendolari che ogni giorno si ritrovano ad affrontare ritardi, soppressioni, guasti di ogni genere e sovraffollamenti, un’azione di protesta nei confronti di un servizio ferroviario che non è ancora all’altezza di una regione dinamica e innovativa come la Lombardia. Vogliamo un piano straordinario di investimenti per avere stazioni più presidiate con treni più puntuali, più vivibili e soprattutto più sicuri.

 

 

 

Risoluzione autonomia-Sulla salute, grazie a noi, un buon testo liberato dalla propaganda leghista

Un buon testo per quanto riguarda il capitolo salute quello uscito dal lavoro condiviso fra tutti i gruppi sulla risoluzione per l’autonomia approvata oggi in Consiglio regionale a stragrande maggioranza ( 67 voti favorevoli, 4 contrari e un astenuto). Il documento infatti è stato liberato da affermazioni propagandistiche, volte solo a incensare il servizio sanitario regionale e si è concentrato sulla richiesta di una maggiore autonomia necessaria a potenziare il servizio e a migliorare l’offerta di prestazioni ai cittadini. Cosa di cui c’è davvero bisogno.

Particolarmente apprezzabile è stato il ritiro da parte della giunta di un emendamento che prefigurava l’istituzione di un secondo pilastro dell’assistenza, tramite il sistema assicurativo, che non era in nessun modo conciliabile con la necessità, per me imprescindibile, di tutelare l’universalismo su cui è fondato il sistema sanitario nazionale.

Condivisibile invece la richiesta di attivare una sperimentazione per la realizzazione di un sistema assicurativo integrativo per le sole prestazioni non previste dai livelli essenziali di assistenza (Lea), a partire da quelle odontoiatriche.

Tra i punti centrali del documento la possibilità di gestire in autonomia l’accesso alle scuole di specializzazione mediche, liberandole progressivamente dal contingentamento dei numeri stabiliti a livello nazionale. Questo è essenziale per poter dare una risposta al sempre più annoso problema dell’invecchiamento dei medici che non garantisce più il turn over per alcuni specialisti, quali ad esempio i pediatri, sia ospedalieri che di libera scelta. Un tema importante per offrire maggiori possibilità ai giovani medici e facilitare l’accesso di tutti i cittadini ai servizi essenziali.

Altro punto importante, inoltre, la riduzione del superticket, con l’auspicio che la sua rimodulazione possa essere basata sul reddito, come il Partito democratico chiede da anni.

Un documento con pochi ben definiti punti centrali, dunque, che la Lombardia condivide con l’Emilia Romagna e che, mi auguro, sia un buon punto di partenza per aprire insieme, nella tradizione di un solido riformismo, una trattativa virtuosa con il Governo.

Caso Mantovani- Errore di Maroni affidare la sanità a una persona in conflitto di interessi

L’ennesimo caso giudiziario che coinvolge l’ex vicepresidente ed ex assessore alla Sanita della Regione Lombardia, Mario Mantovani riaccende i riflettori su un errore grave commesso da Maroni all’inizio della legislatura, quello di affidare l’assessorato alla Sanità a una persona che aveva un palese conflitto di interessi proprio in quel settore. Purtroppo da allora le procedure della sanità regionale non sono diventate più trasparenti e i controlli non sono più efficaci, perché anziché unificarli Maroni ha scelto di disperderli ulteriormente.