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Dalla maggioranza nessun interesse per il Piano dei controlli. In Commissione non garantisce neppure il numero legale

Per il voto al parere sul Piano dei controlli la maggiorana oggi in Commissione sanità non è neppure stata in grado di garantire il numero legale. Il Piano dei controlli, elaborato dall’Agenzia di controllo del sistema socio sanitario, era stato depositato presso gli uffici della giunta a metà del dicembre scorso. Nonostante questo è stato portato in Commissione per l’espressione del parere solo al fotofinish, oggi nell’ultima seduta della legislatura ed è stato consegnato ai consiglieri solo il giorno prima, impedendo loro di fatto di studiarne i contenuti e aprire un confronto. Una scelta che dimostra, per l’ennesima volta, la poca sensibilità della maggioranza per un tema cruciale per la Regione.

La totale mancanza di interesse per i controlli è confermata anche dal fatto che la maggioranza non è stata in grado di garantire il numero legale il che implica che in questa legislatura non ci sarà l’approvazione definitiva del Piano.

A noi non è rimasto null’altro da fare che non partecipare al voto, lascindo a loro la responsabilità di aver voluto imporre un metodo di lavoro sbagliato e non condivibile.

Doppia preferenza di genere – Una nostra vittoria

Se il Consiglio regionale ha finalmente introdotto la doppia preferenza uomo donna è solo per merito di una legge nazionale fortemente voluta dal Pd. Non è un mistero che la stessa proposta fu da noi avanzata nel 2010 e bocciata da questa maggioranza nel 2012 e che sia stata avversata a lungo, tanto da arrivare all’approvazione solo ora, in chiusura di legislatura. La modifica della legge elettorale che introduce la doppia preferenza di genere è un voto che premia anni di impegno convinto per la parità di genere e per favorire l’accesso delle donne nelle assemblee legislative.

Ogni elettore, oltre a scegliere il candidato presidente e la lista preferita potrà votare fino a due candidati consiglieri, purché di sesso diverso. La legge prevede anche l’aumento del numero massimo dei candidati previsti per ogni lista: nelle province di Lodi e Sondrio, le minori per popolazione, passano da uno a due, in tutte le altre circoscrizioni provinciali in cui il numero massimo di candidati era dispari sarà arrotondato al numero successivo.

Rammarico, invece, per la mancata riduzione delle firme necessaria per la presentazione delle liste elettorali, proposta dal Pd e dal M5S in linea con la riduzione prevista a livello nazionale. Il Pd ha annunciato che presenterà un progetto di legge ad hoc per tentare in extremis di modificare la normativa.

Il progetto di legge è stato approvato con 61 sì, 1 no e 8 astensioni del Movimento 5 stelle.

Città della salute. Non si tollerino rinvii nella realizzazione e deroghe alle norme in vigore sulle bonifiche

Dopo quasi tre mesi dal deposito di una mia interrogazione sull’andamento dei lavori per la realizzazione della Città della salute e della ricerca è arrivata la risposta dall’assessore regionale al Territorio.  A pochi giorni dalla risposta, con delibera del 28 dicembre scorso, è stata formalizzata la cessione delle aree.

Rimane fondamentale un’azione di controllo affinché anche i tempi e i modi delle bonifiche siano rispettati. Nella risposta, infatti, risultano terminati i lavori inerenti l’area interessata allo scavo edilizio per la costruzione delle strutture ospedaliere ma non quelli dei terreni circostanti.

Per noi resta fondamentale che siano rispettati i tempi di realizzazione delle opere. Ma non solo. Essenziale che i proprietari delle aree portino a compimento le bonifiche nel rispetto di tutte le prescrizioni ambientali nei tempi e nei modi previsti. Cruciale, inoltre, capire quale sarà la data di sottoscrizione del contratto fra Infrastrutture lombarde, stazione appaltante, il concessionario selezionato e le Fondazioni dell’istituto Besta e Istituto tumori. Il presidente Maroni a giugno aveva dichiarato con certezza che sarebbe stato firmato a breve ma ancor oggi, ad aree cedute, non sappiamo quando ci sarà la sottoscrizione del contratto.

Per questo è necessario che le istituzioni in campo, Regione Lombardia e Comune di Sesto San Giovanni, monitorino costantemente il percorso di realizzazione della struttura e si impegnino a portare a termine la bonifica delle aree nel pieno rispetto delle norme vigenti. Non può essere tollerata alcuna deroga in materia ambientale.

No all’ampliamento dell’aeroporto di Bresso

Con un’interrogazione abbiamo detto un secco no all’ampliamento dell’aeroporto di Bresso. Lo scalo si trova nel Parco Nord, in un’area densamente abitata e con alte concentrazioni di inquinamento atmosferico, che già di per se rende problematica la sua collocazione. Nel 2007 era stato siglato un accordo per spostarlo a lungo termine altrove e, almeno per un primo periodo, risolverne i problemi di sicurezza. Nel 2010, abbandonata l’ipotesi di spostamento, si era evidenziata la necessità di ridurne la superficie e non aumentare il traffico. Nonostante questo l’Enac, l’8 novembre scorso, ha pubblicato un bando che va nella direzione opposta degli accordi presi, prevedendo la concessione ventennale dello scalo.

Questo non è accettabile.   A seguito del bando i Comuni di Bresso, Cinisello e del Parco Nord hanno depositato un ricorso al Tar e alcuni parlamentari hanno presentato un’interrogazione al ministero delle Infrastrutture per chiedere che non sia potenziato il traffico aereo. Qualsiasi intervento ampliativo infatti nuocerebbe a un sistema ambientale già pesantemente compromesso.

Chiediamo a Regione Lombardia di fare la sua parte e di impegnarsi per garantire la sicurezza dei cittadini dell’area metropolitana milanese, non peggiorare i livelli di inquinamento e difendere l’area protetta del parco Nord.