Legge sul terzo settore- La Regione ritiri il ricorso

La Regione sbaglia a fare ricorso alla Corte costituzionale contro la legge nazionale sul terzo settore, è una posizione ingiustificata che sa tanto di ritorsione politica. Ci siamo attivati per ottenere copia del ricorso ma chiediamo fin da ora alla Giunta regionale di ripensarci e di ritirarlo. Lo stesso tema aveva fatto sollevare diverse perplessità da parte delle rappresentanze lombarde del non profit, come il Forum del terzo settore e il Coordinamento regionale dei centri servizi per il volontariato, che lamentano di non essere state nemmeno informate del ricorso, nonostante proprio oggi sia previsto un incontro in Regione per discutere i provvedimenti attuativi dello stesso provvedimento che la Regione ha impugnato.

Il ricorso della Regione dimostra ancora una volta quanto abbiamo toccato con mano in questi anni : il volontariato e l’associazionismo sono considerati soggetti da coinvolgere solo quando tutto è già deciso; non c’è alcuna compartecipazione e programmazione condivisa. Logiche che fanno pensare al piccolo cabotaggio e non al riconoscimento della dignità e dell’importanza del terzo settore, come sancito invece dalla riforma nazionale.

 

Ex Alstom (Ge)- Importante il sostegno di tutte le istituzioni per salvare i posti di lavoro e favorire la reindustrializzazione

Si è svolta oggi in commissione una nuova audizione sulla situazione occupazionale dell’ ex Alstom Power (acquisita da General Electric) di Sesto San Giovanni. Erano presenti i rappresentanti sindacali e del Comune di Sesto San Giovanni ma non la proprietà, la cui assenza è stata stigmatizzata dai consiglieri regionali. L’indisponibilità di GE è stata rilevata anche da ARIFL presente all’audizione.

Oltre un anno fa il Pd regionale si era fatto promotore di una mozione per la salvaguardia dei posti lavoro: 236 nel 2016, su 400 lavoratori all’attivo (dunque oltre la metà), per effetto della cessazione dell’attività e di un pesante ridimensionamento dei servizi.

Il tema non è mai stato solo la difesa dei posti di lavoro ma anche la tutela delle attività produttive presenti sul territorio sestese. Abbiamo sempre cercato di evitare che la dismissione di parte del sito portasse ad un’immediata procedura di licenziamento collettivo, ma GE non è mai stato un interlocutore disponibile, nonostante i contributi nazionali e regionali ricevuti.

Ora guardiamo all’incontro al MISE del 19 ottobre prossimo nel quale l’impegno di tutte le istituzioni locali deve essere massimo e condiviso, per salvaguardare i 50 lavoratori recentemente licenziati. Per questo va portato avanti il progetto di reindustrializzazione, che rappresenta un obiettivo importante contro la desertificazione industriale e per l’indotto, oltre che per gli ex dipendenti. Serve poi cercare di trovare il modo per prolungare il periodo degli ammortizzatori sociali in scadenza a fine anno.

 

Il sostegno ai disabili gravi poteva essere finanziato con le risorse destinate al referendum

La Lombardia ha scelto, con una delibera di fine 2016, di dimezzare le risorse per molti cittadini con una gravissima disabilità che precedentemente, cumulavano due misure, arrivando ad un bonus di 1800 euro al mese, ora ridotti a 1000 euro.

Dalla risposta all’interrogazione presentata oggi in aula all’assessore Brianza abbiamo appreso che ad oggi non esiste ancora la certezza su quali saranno le modalità di riparto definitivo; sappiamo però che per i cittadini affetti da gravi patologie, come la SLA, la possibilità di vedersi reintegrato il buono, è scarsa. E tutto questo a fronte di un aumento delle risorse nazionali ripartite a Regione Lombardia a inizio settembre: infatti il Fondo per la non autosufficienza rispetto al 2016 è cresciuto del 15%.

Resta il problema per quelle persone che sono passate ad un bonus da 800 euro in meno. Per garantire loro un adeguato sostegno a proseguire la loro vita nella propria casa, basterebbero parte di quelle risorse che invece sono state utilizzate per un referendum inutile, come quello del 22 ottobre.

Polemiche sulla Catalogna inutili e inopportune

No a polemiche sulla Catalogna. La decisione di non sottoscrivere un documento sulla crisi catalana proposto in ufficio di presidenza nasce dal fatto che non ritengo utile ed opportuna una presa di posizione dell’Ufficio di presidenza. Credo che la situazione sia così complicata che ogni presa di posizione potrebbe essere male interpretata, o peggio strumentalizzata.Si tratterebbe, inoltre,di un’eccezione, poiché non mi risulta che in passato l’Udp abbia espresso valutazioni politiche, per di più su una particolare situazione internazionale, senza aver ricevuto un preciso indirizzo di tutto il Consiglio.