Santi Paolo e Carlo- La Regione lasci all’azienda flessibilità nella gestione delle risorse per sostenere il personale

Oggi, con il collega Carlo Borghetti abbiamo incontrato i rappresentanti sindacali del’Asst Santi Paolo e Carlo di Milano, che hanno presidiato di fronte al Pirellone per denunciare le gravi difficoltà in cui sono costretti ad operare.

La gestione dell’Asst milanese a causa della riorganizzazione subita a seguito della riforma della sanità è complicata. In particolare è critica la gestione delle risorse .La necessità è che la Regione lasci margini di flessibilità all’azienda così da poter garantire sostegno al personale, come è stato già stabilito con un emendamento allla lege di Bilancio che consente alla regioni virtuose di poter disporre di più risorse per il personale con un abbassamento degli obiettivi di risparmio previsti in precedenza”.

Le strutture necessitano di interventi urgenti di ristrutturazione e di messa in sicurezza. La Regione non può usare il progetto di unificazione delle due strutture come foglia di fico per le proprie inadempienze, tanto che oggi non c’è alcuna certezza sullo stanziamento delle risorse. I lavori di messa in sicurezza e riqualificazione dei due ospedali esistenti devono comunque partire.

Il centrodestra affossa biotestamento e cannabis. Un’evidente arretratezza sui diritti

Lega, Forza Italia e tutte le forze di Centrodestra hanno deciso di affossare le due leggi di iniziativa popolare sulla cannabis terapeutica e sul biotestamento, contrario il Pd e tutte le opposizioni. È accaduto poco prima di Natale in Commissione sanità, dove la maggioranza ha votato il “non passaggio alla discussione degli articoli”, che equivale alla proposta di respingere in toto le due proposte. Il 10 gennaio deciderà l’aula ma l’indicazione della maggioranza è stata chiara.

Questo voto dimostra quanto il Centrodestra sia arretrato sul tema dei diritti. Hanno tirato avanti per anni senza discutere né questi due progetti di legge né i nostri, di iniziativa consiliare e ora, arrivati a fine legislatura, vogliono affossarli senza discutere. Sul biotestamento, grazie al Pd, c’è oggi una legge nazionale e la Lombardia si adeguerà. Sulla cannabis, invece, si sta giocando sulla pelle dei malati a cui vengono negate alcune terapie efficaci solo per una posizione ideologica. Noi insisteremo fino alla fine perché le famiglie dei malati abbiano il sostegno di cui abbiano bisogno e non debbano svenarsi per pagare farmaci che sarebbe dovere del sistema sanitario riconoscere.

Si concludano i lavori all’ospedale di Melzo e si rimedi alla carenza di personale

Da ormai due anni all’ospedale di Melzo, di fronte all’ingresso, è aperto un cantiere per la costruzione di un nuovo monoblocco, mentre diversi servizi che sono stati ristrutturati negli anni scorsi sono ancora privi di strumentazione. Negli ultimi tempi il personale medico, infermieristico e ausiliario è stato ridotto e trasferito in altri presidi della stessa azienda ospedaliera.Particolarmente critica è la situazione dell’unità operativa di medicina.

La situazione è preoccupante, anche tenendo conto del fatto che l’ospedale è riferimento di un territorio densamente popolato come l’Adda Martesana. Per questo con un’interrogazione depositata ieri abbiamo chiesto alla giunta quali saranno i tempi di conclusione dei lavoro del monoblocco, se ci saranno i fondi necessari per gli arredi e la strumentazione della strutturae e come sarà affrontata la grave carenza di personale che porta pesanti disagi ai pazienti e alle loro famiglie.

Eterologa – Meglio tardi che mai. Peccato per il tempo fatto perdere alle coppie

Il consiglio regionale ha approvato la mozione che ho presentato con la consigliera di Insieme x la Lombardia, Chiara Cremonesi e il Patto civico, che chiedeva che negli ospedali lombardi si possa accedere alle pratiche di fecondazione assistita eterologa con il solo pagamento del ticket.  Un ottimo risultato.  Grazie alle nostre forti pressioni a dicembre è stata approvata la delibera che finalmente rimedia alla discriminazione, già decretata dal Tar e dal Consiglio di Stato, finora subita dalle coppie lombarde.

In seguito alla decisione a suo tempo assunta dalla Regione di porre interamente a carico dei pazienti il costo della pratica in questi anni i cittadini lombardi hanno patito una doppia disparità, rispetto a quelli di altre regioni che avevano individuato forme di compartecipazione alla spesa e rispetto alle coppie che ricorrevano alla fecondazione omologa.

Il ricorso alla fecondazione assistita è un passaggio di grande delicatezza e credo che consentire l’accesso all’eterologa pagando solo il ticket, come prevedono i nuovi Lea, sia un atto obbligato per una Regione che voglia definirsi civile.