Risoluzione autonomia-Sulla salute, grazie a noi, un buon testo liberato dalla propaganda leghista

Un buon testo per quanto riguarda il capitolo salute quello uscito dal lavoro condiviso fra tutti i gruppi sulla risoluzione per l’autonomia approvata oggi in Consiglio regionale a stragrande maggioranza ( 67 voti favorevoli, 4 contrari e un astenuto). Il documento infatti è stato liberato da affermazioni propagandistiche, volte solo a incensare il servizio sanitario regionale e si è concentrato sulla richiesta di una maggiore autonomia necessaria a potenziare il servizio e a migliorare l’offerta di prestazioni ai cittadini. Cosa di cui c’è davvero bisogno.

Particolarmente apprezzabile è stato il ritiro da parte della giunta di un emendamento che prefigurava l’istituzione di un secondo pilastro dell’assistenza, tramite il sistema assicurativo, che non era in nessun modo conciliabile con la necessità, per me imprescindibile, di tutelare l’universalismo su cui è fondato il sistema sanitario nazionale.

Condivisibile invece la richiesta di attivare una sperimentazione per la realizzazione di un sistema assicurativo integrativo per le sole prestazioni non previste dai livelli essenziali di assistenza (Lea), a partire da quelle odontoiatriche.

Tra i punti centrali del documento la possibilità di gestire in autonomia l’accesso alle scuole di specializzazione mediche, liberandole progressivamente dal contingentamento dei numeri stabiliti a livello nazionale. Questo è essenziale per poter dare una risposta al sempre più annoso problema dell’invecchiamento dei medici che non garantisce più il turn over per alcuni specialisti, quali ad esempio i pediatri, sia ospedalieri che di libera scelta. Un tema importante per offrire maggiori possibilità ai giovani medici e facilitare l’accesso di tutti i cittadini ai servizi essenziali.

Altro punto importante, inoltre, la riduzione del superticket, con l’auspicio che la sua rimodulazione possa essere basata sul reddito, come il Partito democratico chiede da anni.

Un documento con pochi ben definiti punti centrali, dunque, che la Lombardia condivide con l’Emilia Romagna e che, mi auguro, sia un buon punto di partenza per aprire insieme, nella tradizione di un solido riformismo, una trattativa virtuosa con il Governo.

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